Buoansera amiche e amici! Stasera ospitiamo @valentinamadonna alla quale abbiamo rivolto le nostre #quattrodomande a proposito del suo romanzo LE FIGLIE DELLE ONDE pubblicato da @iquadernidelbardo
Buona lettura!
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1. Perché hai deciso di scrivere questo libro?
Perché scrivere, in generale, è per me un'esigenza, un bisogno da
assecondare con gioia che mi consente di incanalare tutta la mia
sfrenata fantasia. In particolare, in questo mio secondo romanzo, ho
intrecciato poesia e mistero, musica e luoghi, nello specifico il campo
di transito che, nel secondo dopoguerra, accolse numerosi ebrei presso
le splendide marine di Santa Caterina e di Santa Maria. Attraverso
antichi segreti e personaggi partoriti dalla mia fantasia, ho dato vita a
un mondo parallelo nel quale, oscillando tra passato e presente, si
muovono i protagonisti de Le Figlie delle Onde, un giallo a sfondo
psicoanalitico.
2. Quali tre parole/aggettivi scegli per invitarci a leggerlo?
A/Curiosità. Perché luoghi ed eventi storici narrati nel romanzo
puntualmente intrigano il lettore, fornendogli spunti da approfondire.
B/Poesia. Per le numerose citazioni liriche e operistiche contenute tra le pagine del libro.
C/Intrigo. Per la meticolosità con cui si dipana, su due momenti
temporali, la complessa vicenda che coinvolge le due protagoniste,
Miranda e Celeste, due giovani donne innamorate dello stesso uomo, Guido
Alatri, un affascinante maestro di musica di origini ebraiche.
3. Qual è il brano più significativo?
Attraverso l’ampia vetrata filtrava un intenso chiarore.
Era quasi mezzanotte e una candida luna piena regalava sfumature d’argento a quella fatale notte d’estate.
Miranda, al di là della finestra, ammirava in silenzio Selene*, la risplendente, leggendo nel suo lucore un segno propizio.
“Perché non arriva?” domandò con impazienza, stringendo, nelle mani
tremanti, una candela accesa, la cui fiammella pareva danzare
instancabile sulle note invisibili di un ritmo immaginario.
“Abbi fiducia” la rassicurò Celeste, volgendo con impazienza lo
sguardo verso il luogo convenuto per l’appuntamento e fissando il
giardino del convento. Mai, come in quell’istante, l’ordinata bellezza
delle aiuole, la simmetria dei cespugli del parco e la lussureggiante
bouganville che ammantava di viola il patio le parvero inadeguati, quasi
fuori luogo. Anche l’immobilità irreale di quella calda serata di
luglio le sembrò stonata, in netto contrasto con il tumulto che le
agitava il cuore.
"Non si muove neppure una foglia” pensò, osservando i rami degli
alberi e perdendosi nella contemplazione dei bianchi viali di ghiaia del
giardino che, in quella luminescenza fiabesca, parevano scorrere come
tiepidi ruscelli di latte emersi dalle fondamenta dell’antico istituto.
"L’acqua della fontana sembra essere stata trasformata, come per
incanto, in mercurio liquido e zampillante” sognò a occhi aperti, rapita
dal biancore quasi surreale di quel paesaggio notturno...
4. Quali sono i 4 libri che metteresti in valigia se dovessi fuggire all'improvviso?
A/Chiedi perdono di Ann-Marie MacDonald ( il libro più bello che abbia mai letto).
B/ L'ombra del vento di Carlos Luis Zafon
C/ Il significato della notte di Michael Cox
D/Una fortuna pericolosa di Ken Follet

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