venerdì 4 dicembre 2020

Da un estratto del mio romanzo Le Filgie delle onde

Era quasi mezzanotte e una candida luna piena regalava sfumature d’argento a quella fatale notte d’estate. 

“Perché Guido non arriva?” domandò Miranda con impazienza, stringendo, nelle mani tremanti, una candela accesa, la cui fiammella pareva danzare instancabile sulle note invisibili di un ritmo immaginario. 
“Abbi fiducia” la rassicurò Celeste, volgendo con impazienza lo sguardo verso il luogo convenuto per l’appuntamento e fissando il giardino del convento. Mai, come in quell’istante, l’ordinata bellezza delle aiuole, la simmetria dei cespugli del parco e la lussureggiante bouganville che ammantava di viola il patio le parvero inadeguati, quasi fuori luogo. Anche l’immobilità irreale di quella calda serata di luglio le sembrò stonata, in netto contrasto con il tumulto che le agitava il cuore. 
"Non si muove neppure una foglia” pensò, osservando i rami degli alberi e perdendosi nella contemplazione dei bianchi viali di ghiaia del giardino che, in quella luminescenza fiabesca, parevano scorrere come tiepidi ruscelli di latte emersi dalle fondamenta dell’antico istituto. "L’acqua della fontana sembra essere stata trasformata, come per incanto, in mercurio liquido e zampillante” sognò a occhi aperti, rapita dal biancore quasi surreale di quel paesaggio notturno...

Le Figlie delle Onde di Valentina Madonna, edizioni Iqdb, 2020 
 
 
 

 

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