mercoledì 10 novembre 2021

Laverna, la strega

 




 
 
Oggi parliamo di una dea avvolta nel mistero, oscura e ctonia.
Laverna, dea dei ladri e delle cose nascoste di cui poco di parlava nella Roma del "mos maiorum", ma se facciamo un passo indietro...

Esisteva una porta a lei dedicata, oltre che l'asylum, in cui i ladri non potevano essere catturati.
Roma fu fondata da ladri e fuggitivi che, nell'asylum, trovavano proprio questo: asilo, nonché la possibilità di riscattarsi e diventare cittadini. 
Come anche ladri erano i fondatori, rei di abigeato (il furto del bestiame): ed ecco qui che la figura del ladro viene associata al lupo predatore. Vi suona un campanello?
Da qui, passiamo all'etimologia: Laverna deriverebbe da Lara (la madre dei Lari, Acca Larentia) + -rna (desinenza etrusca). Questa stessa desinenza ha fatto propendere gli studiosi per una origine etrusca della dea: per gli etruschi, spesso, i lupi erano associati alle divinità infere e collegate agli antenati. Di nuovo, un campanello. 

Pur non potendo soffermarci troppo a lungo sugli Irpi Sorani, non possiamo non notare la loro devozione ad Apollo Sorano, un sole notturno, quindi Diis Pater (Ade). Nel mito degli Irpi Sorani, i lupi rubano gli exta di Apollo e, per poter sanare questo oltraggio a Diis Pater, gli uomini devono tramutarsi essi stessi in lupi e portare gli exta. Questo dettaglio diventa rilevante in associazione con ciò che avveniva ai Lupercalia, durante i quali le capre venivano sacrificate e i giovani diventano lupi, attraversando una iniziazione che li voleva selvaggi, feroci, ladri così da poter poi essere riammessi in società dopo una transizione di morte e rinascita rituale. 
I Lupercalia, che erano uno dei più antichi capodanni, posizionati tra Parentalia e Feralia, erano un altro sovvertimento dell'ordine sociale, in un periodio di feste in onore dei defunti: qui, interpretare i lupi, era anche riprendere le vesti dei propri antenati.

E Laverna che è ladra, ctonia, colei che governa gli antri oscuri, collegata ai Lari e ai Mani, è probabilmente una delle divinità ancestrali: una dea lupa e forse lei stessa è la lupa.

ph. by magorzatakuriata

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