Distrussero il vigneto della sua famiglia, diedero fuoco al casale e
minacciarono il padre con una pistola. Ma quando videro che questo non
sortiva nessun effetto, la rapirono. Fu l’ex fidanzato, Melodia, un
mafioso, assieme a 12 compari. La violentarono e la picchiarono per 8
giorni, tenendola anche a digiuno.
Tutto questo perché Franca Viola non voleva sposarlo, dato che aveva
scoperto fosse un mafioso. Per questo motivo, subì un inferno. Subì
quello che tante altre ragazze che avevano subito prima: lo stupro, così
da portare la famiglia della vittima a dover accettare il “matrimonio
riparatore”.
Dal no, secco, di Franca e la sua famiglia, che fecero arrestare gli
aggressori, partì tutto. Partì una delle battaglie più giuste degli
anni: l’abolizione del matrimonio riparatore, che metteva al sicuro dei
mostri, dei vili, dei vigliacchi come quelli che torturarono Franca
Viola per giorni, a patto che sposassero la vittima.
Una mostruosità che non aveva ragione d’esistere. E che iniziò a
cedere dopo questi fatti, arrivando infine ad esser cancellata proprio
in questo giorno, il 5 agosto 1981.
A Franca Viola, al suo coraggio, oggi il ringraziamento più sentito.
Grazie a lei tantissime donne si sono salvate, e questo l’Italia non lo
dimenticherà mai.

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