Nipote di Idraote, signore di Damasco, Armida è una giovane donna, dai capelli biondi e ricciuti, di carnagione pallida e dalle labbra rosse, di incantevole bellezza, al punto che l'autore arriva a dichiarare che sia la donna più bella mai vissuta sulla Terra. Nonostante la giovane età, Armida possiede un'intelligenza esperta e un animo vigoroso, ed ha uno straordinario talento per le arti magiche, che supera persino quello dello zio.
Possiede un carro magico in grado di volare, simile a quello di Ismeno.
Manipolatrice astuta e dotata di carattere spigliato, abile nel
parlare e nel simulare sentimenti, Armida è tuttavia anche capace di
emozioni trascinanti e incontrollate.
Armida Personaggio letterario del poema Gerusalemme liberata di T.
Tasso, che rinnova, con vibrazioni più intime e patetiche, quello
dell'Alcina ariostesca e, in genere, il motivo della maga allettatrice,
proprio della poesia cavalleresca.
Armida tenta di sedurre o stornare dall'esercito crociato i più baldi
campioni, tra cui Rinaldo; ma è presa d'amore disperato per lui fino al
tentativo di suicidio, quando abbandonato il giardino e il palazzo
incantati in cui lo tiene voluttuosamente prigioniero, Rinaldo riprende,
ormai per sempre, il suo posto di cavaliere cristiano.
Il motivo doveva più tardi ispirare numerose opere in musica dallo
stesso titolo, fra cui famose quelle di G.B. Lulli (1686) e di Chr.W.
Gluck (1777), ambedue su testo di Ch. Quinault, Franz Joseph Haydn
(1784) e Gioacchino Rossini su libretto di Giovanni Schmidt (1817); e
numerosi artisti, soprattutto pittori, da G.B. Piazzetta a G.B. Tiepolo,
a J.-H. Fragonard.

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