Se l'improvvisazione è l'anima del jazz, allora questo libro è un
assolo. Chorus jazzistico e filosofico insieme. Ispirato a "Kind of
blue" di Miles Davis, a "My favorite things "di John Coltrane, il suo
libero fraseggio è un viaggio temporale attraverso le pieghe dei suoni e
del nostro sentire in musica. Percezione e tempo sono, infatti, i
luoghi dell'improvvisazione - dimensioni estetiche in cui si muovono
contemporaneamente musicista e spettatore - ma sono anche dimensioni
dell'essere, forme di ciò che siamo, modi del nostro stare al mondo.
Lungo lo scorrere di queste pagine il racconto dell'improvvisazione si
compie, si svela sotto i nostri occhi. Di nota in nota, di frase in
frase, di chorus in chorus l'assolo si dispiega, ci coinvolge, ci
emoziona, incontrando domande, cercando risposte fuori e dentro di noi:
in quale momento del tempo si collocano le note del jazz? In quale punto
di questo costante abbraccio che è il tempo ci portano? E perché una
volta condotti lì, in quella determinata zona del tempo, possiamo
provare una gioia così profonda oppure un così profondo disagio? Come
mai e in che modo, dunque, l'improvvisazione jazzistica è in grado di
smuovere in chi ascolta sentimenti così profondi, vivi, spesso in netto
contrasto tra loro?
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
recensione al mio romanzo a cura di Antonio Gelormini
Un sentito ringraziamento ad Antonio Antonio V. Gelormini e a pagina 65 per questa interessantissima iniziativa che, in questo caso, riguar...
-
TEMPORARY STORE SINCE 2013
-
Qualunque cosa succeda, resta viva. Non morire prima di essere morta davvero. Non perdere te stessa, non perdere la speranza, no...

Nessun commento:
Posta un commento